Praticare equitazione durante la gravidanza è un tema che suscita molte emozioni, soprattutto tra le donne per le quali andare a cavallo non è soltanto uno sport, ma una parte della quotidianità e una passione. Quando scoprono di aspettare un bambino, tra i primi pensieri, accanto all'emozione e alla felicità, spesso c'è la domanda: potranno continuare ad andare a cavallo? Come è apparso subito chiaro, la risposta non è univoca, perché ogni gravidanza ha un decorso diverso e la sicurezza dipende da molti fattori.
La maggior parte dei medici, compresi i ginecologi che seguono le gravidanze, sottolinea un punto: andare a cavallo durante la gravidanza è possibile solo a proprio rischio e comporta rischi elevati. Non si tratta soltanto del movimento in sé, ma dell'imprevedibilità della situazione. Anche se una donna ha un cavallo proprio, lo conosce e si sente sicura in sella, il rischio di caduta rimane.
I medici precisano spesso che la controindicazione all'equitazione non è l'attività fisica in sé, ma la possibilità di subire un trauma. Una caduta da cavallo può essere pericolosa sia per la madre sia per il bambino. Per questo la maggior parte degli specialisti consiglia di rinunciare a questa attività almeno per tutta la gravidanza, soprattutto se non se ne è parlato prima con il medico.
Durante la gravidanza, il corpo della donna cambia rapidamente. La pancia che cresce influisce sull'equilibrio e sulla stabilità in sella, mentre i muscoli addominali non svolgono più la loro funzione stabilizzatrice come prima. Anche se in precedenza andare a cavallo era naturale e la donna è una cavallerizza esperta, con il tempo l'attività può diventare più difficile e meno prevedibile.
Il cambiamento del baricentro rende più facile perdere l'equilibrio, che nell'equitazione è fondamentale per la sicurezza.
Il movimento del cavallo, soprattutto al trotto o al galoppo, genera sobbalzi che si trasmettono al corpo. Nel primo trimestre, quando la gravidanza è ancora nelle fasi iniziali, l'organismo è particolarmente sensibile e questo può aumentare il rischio di aborto spontaneo nelle donne in gravidanza.
Non esistono prove univoche che l'equitazione danneggi direttamente il bambino, ma i medici sottolineano che durante la gravidanza è meglio evitare rischi inutili. Soprattutto quando non si ha il pieno controllo della situazione.
I cavalli, anche quelli più docili e meglio addestrati, rimangono animali. Basta una sola reazione imprevista, provocata da un rumore improvviso, un movimento o un altro animale, perché si crei una situazione pericolosa.
La caduta è il pericolo maggiore. In questo periodo può avere conseguenze gravi per la madre e il bambino. Per questo l'equitazione in gravidanza è considerata un'attività a rischio elevato.
Nelle prime settimane molte donne scoprono solo allora di essere incinte. In questo periodo l'organismo cambia intensamente e il rischio di complicanze è al massimo.
Se ci si chiede se andare a cavallo, anche con un istruttore di equitazione, la risposta va discussa con il medico. Anche quando gli allenamenti facevano parte della quotidianità, ora la priorità diventa la sicurezza della futura madre e del bambino.
La fase centrale della gravidanza è un periodo in cui molte donne si sentono meglio, ma i cambiamenti del corpo sono già evidenti. La pancia cresce, la postura cambia e stare in sella diventa meno confortevole.
Anche una tranquilla passeggiata a cavallo può diventare più difficile e le reazioni dell'organismo meno prevedibili. È il momento in cui molte donne decidono di fare un ultimo allenamento prima di sospendere le uscite a cavallo.
Da questo momento, andare a cavallo in gravidanza è decisamente sconsigliato. La pancia è ormai grande, il corpo si prepara al parto e l'equilibrio è ridotto. Molte donne limitano persino il movimento fisico di base, per non parlare delle attività più impegnative.
È il momento migliore per iniziare gli esercizi alla mano anziché in sella e prestare attenzione alla sicurezza.
La gravidanza non significa rinunciare completamente al contatto con il cavallo. Il lavoro da terra, le passeggiate o l'osservazione del comportamento dell'animale possono essere altrettanto preziosi.
È un periodo in cui si possono sviluppare le proprie capacità e costruire il rapporto con il cavallo in modo diverso. Soprattutto se prima ci si concentrava principalmente sull'equitazione.
Le passeggiate, il lavoro alla longia o le attività leggere in scuderia permettono di mantenere il contatto con il proprio amato cavallo senza esporsi a rischi inutili.
Sono anche una buona forma di movimento per la futura mamma, a sostegno della salute mentale e del benessere.
Durante le visite in scuderia è bene scegliere calzature e abiti comodi. Scarpe stabili che sostengano bene il piede sono essenziali. Gli indumenti non dovrebbero comprimere la pancia né limitare i movimenti.
Il comfort durante la gravidanza è estremamente importante: influisce non soltanto sul benessere, ma anche sulla sicurezza.
I lavori fisici, come trasportare oggetti pesanti (ad esempio una sella, una testiera ecc.), aggiungere fieno o pulire i box restando piegate a lungo, possono essere faticosi. È bene evitare sforzi eccessivi e adattare i compiti alle proprie capacità del momento.
Ascolta il tuo corpo: è la regola più importante durante la gravidanza.
Per molte donne l'equitazione è più di uno sport: è uno stile di vita, un contatto con la natura e una forma di relax. Una pausa può essere difficile, soprattutto se prima si montava regolarmente e la futura mamma pratica equitazione agonistica.
È bene ricordare che si tratta soltanto di una fase. La si può sfruttare per crescere in altri ambiti, attraverso lo studio, l'osservazione o il lavoro da terra. Il contatto con i cavalli rimane possibile e può regalare molte soddisfazioni.
Il ritorno in sella dopo la nascita di un bambino dipende da molti fattori: l'andamento della gravidanza, il parto stesso, il puerperio e il recupero dell'organismo. Dopo il primo parto, molte donne hanno bisogno di più tempo per ritrovare la forma.
La cosa più importante è non avere fretta e dare al corpo il tempo di recuperare. Consultare il medico e riprendere gradualmente l'attività è l'approccio migliore.
L'equitazione può tornare a far parte della quotidianità, ma solo al momento giusto, quando il corpo sarà pronto.
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